
Nessuno dica una parola. Non ne vale la pena. Solo una volta, sommessamente, avevo avuto la spocchia di dire "L'avevo detto" (scusate la ripetizione). Stavolta, altrettanto sommessamente, ripeto: "L'avevo detto". E, scusate, non voglio sentire parlare di
Manchester United squadra di un altro pianeta. In un calcio deteriorato e che non conosce più le magie di Maradona e Van Basten, Falcao e Baggio, Baresi e Matthaeus, sì, questo Manchester è spaziale. Ma fino a un certo punto.E' successo quello che doveva succedere, il
Milan non se ne rammarichi. Non c'è nulla di male a essere mesmerizzati all'Old Trafford. La partita chiusa poche ore fa sul
4-0 a favore dei 'red devils', che ha segnato l'uscita di scena dei rossoneri dalla Champions League, segna solo ciò che da qualche anno vediamo in casa Milan: una squadra che di fronte ad avversari più forti cede sistematicamente il passo, facendosi risucchiare a questo punto nel novero delle formazioni normali, sebbene dalla dirigenza ci si sbracci e ci si sgoli a furia di titoli e coppe vinte nel passato che l'AC Milan è 'la squadra più titolata nel mondo'.
Non c'è nulla di clamoroso in quello che è successo in terra inglese. La cosa clamorosa è vedere quanto ancora simili dirigenti riescono e riusciranno a tenere in piedi il teatrino milanista. Le dichiarazioni di fine gara fanno più impallidire della difesa del Milan. Quest'anno la formazione allenata dall'onesto Leonardo (ma ieri sera pure lui completamente in bambola) ha battuto le due 'grandi' che poteva anche evitare di battere, e che 'grandi' hanno mostrato ampiamente di non essere: ovvero Real Madrid e Juventus. Ha invece perso clamorosamente quattro partite su quattro con le due grandi che avrebbe dovuto battere a tutti i costi: Manchester United e Inter, venendo asfaltata in almeno tre occasioni su quattro (ma nella gara di andata a San Siro gli inglesi forse non erano venuti pensando di maramaldeggiare).
Non ripeterò oltre cose già dette. E' giusto che i tifosi del Milan continuino a sostenere i 'ragazzi', ci mancherebbe, in campo (e questo è anche peggio) i giocatori hanno dato il massimo. Resta da capire se, prima o poi, dalle curve ci sarà qualcuno, dopo tanto 'zerbinaggio', che avrà la decenza di contestare il 'signor presidente'. Senza necessariamente pretendere il 'tesoretto'. Ma almeno una politica seria di ricostruzione, quella sì.