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Omofobia: insulti e minacce a uno studente gay, l'università si mobilita e Grillini diffonde un comunicato

Lunedì 15 Marzo 2010, 12:29 in Milano cronaca di
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L'ennesimo caso di omofobia a Milano, questa volta avvenuto in università, per una volta almeno circondato da una forte risposta solidale da parte di studenti e insegnanti.

A Giacomo, studente del primo anno che stava attaccando in bacheca volantini per promuovere un cineforum gay, è capitato di essere apostrofato in maniera umiliante da un ragazzo che si è rivolto a lui minacciandolo con la frase: "Attaccane un altro e ti ammazzo di botte, per voi malati qui non c'è posto".

Come riporta anche Repubblica, subito si è mosso un cordone di solidarietà nei confronti di Giacomo.

Alcuni studenti che hanno assistito alla scena hanno subito testimoniato l'accaduto il cui increscioso resoconto, oltre a professori e ricercatori, è giunto anche al comitato Pari opportunità dell'università e verrà discusso in settimana nella seduta del Senato accademico.

E mentre, chi da una parte chi dall'altra, si sprona chi di dovere a prendere provvedimenti esemplari (nel regolamento disciplinare è prevista anche l'espulsione dall'ateneo), la notizia che questo genere di episodi di violenza omofobica, verbale o fisica, non siano isolati ma molto più frequenti di quanto si pensi, disegna uno scenario piuttosto desolante.

A proposito di ciò che è accaduto in Università si è mosso anche Franco Grillini dell'Idv diffondendo un comunicato stampa che riportiamo qui sotto:

"A
 Milano, la città che teoricamente 
dovrebbe essere più europea e moderna d'Italia, registriamo l'esistenza
 della
 violenza politica verso le persone omosessuali; un fatto che fino a
 qualche
 tempo fa sembrava impossibile".

"In
 realtà, l'aggressione ad uno studente gay
 in Università statale riportata dal quotidiano "La Repubblica" di oggi 
non deve
 meravigliare perché Milano e la Lombardia vivono ormai da tempo 
immemore il
 sultanato di Formigoni e di Comunione e liberazione che ha creato una
 anacronistica
 dittatura clericale che giustifica oggettivamente la discriminazione e
 la violenza 
verso le persone omosessuali".

"Nell'esprimere
 solidarietà
 umana e
 politica allo studente aggredito e al gruppo studentesco Gaystatale 
dobbiamo 
ribadire con forza il netto rifiuto della violenza politica ed
 omofobica e ci
 dichiariamo fin d'ora disponibili a partecipare alle eventuali e
 doverose 
iniziative di protesta".

(fonte immagine)

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