Il primo cittadino sei tu
Una settimana fa, il primo marzo, si celebrava il primo sciopero dei lavoratori stranieri, con cortei e manifestazioni in tutta Italia, Milano compresa (qui il nostro reportage).
Nella nostra città, sono molti, infatti, gli stranieri occupati presso fabbriche o famiglie come badanti o colf. E sono molti anche gli stranieri costretti a lavorare in nero, sfruttati da imprenditori senza scrupoli - spesso gli stessi che puntano il dito contro gli extracomunitari - e dalle organizzazioni criminali che di fatto gestiscono realtà come l'ortomercato di via Lombroso.
I caporali italiani, egiziani e marocchini controllano - come riporta Repubblica - anche il racket dei bancali, un commercio vantaggioso in quanto vengono raccolti gratuitamente da manodopera sottopagata per essere rivenduti a una cifra che varia dai 50 centesimi ai 3 euro.
Di questo business abusivo ora è a conoscenza anche il gestore dell'ortomercato, la Sogemi, dopo la segnalazione della Ies (Impresa etica sociale), cooperativa satellite della Casa della Carità che ospita persone in difficoltà per reinserirle nel lavoro.
La Sogemi nel 2008 aveva autorizzato la Ies con i suoi dipendenti - sette tra rom, romeni e nordafricani - a operare all'interno dell'ortomercato, per raccogliere i bancali rotti da sistemare e rivendere.
Don Massimo Mapelli, della Casa della Carità - riporta Repubblica - spiega:
"I rom sanno lavorare il legno perché costruiscono le baracche nei campi. Abbiamo chiesto di poter lavorare all’Ortomercato perché lì ogni giorno vengono abbandonati centinaia di bancali"
Peccato, però, che una volta arrivati sul posto, gli operai della Ies non hanno potuto svolgere il loro lavoro in quanto minacciati da un gruppetto di personaggi poco raccomandabili.
Don Mapelli racconta:
"Ce ne siamo andati. Abbiamo chiesto un incontro con la Sogemi, abbiamo riprovato scortati dai vigili, e siamo riusciti a caricare un camion con 180 bancali. Gli agenti hanno anche identificato due ragazzi che cercano di prendere le pedane. Ma potevamo essere scortati ogni giorno dai vigili?(...) Un’azienda pubblica, controllata dal Comune, che non ha il controllo della legalità sul proprio territorio. E questa volta a chiedere il rispetto delle regole sono rom ed extracomunitari, quelli che l’irregolarità sono riusciti faticosamente a lasciarsela alle spalle".
Nonostante la Sogemi abbia preso atto della situazione, per gli operai della Ies l'ortomercato è ancora zona off limits.
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