Il primo cittadino sei tu
UPDATE!
Prosperini patteggia 3 anni e 5 mesi.
Il caso di Pier Gianni Prosperini, ex assessore della giunta Roberto Formigoni, dal giorno del suo arresto in diretta telefonica con il conduttore di Antenna 3 Roberto Poletti, non ci risparmia colpi di scena.
Non c'è tregua per il povero Prosperini, neanche ora che finalmente può riabbracciare la famiglia e sdraiarsi comodamente sulla sua poltrona preferita a rimuginare ai bei tempi non sospetti in cui sul suo profilo di Facebook poteva scrivere - era il 25 maggio 2009 - "Camèl e barchèta e ta turnet a cà!" acclamato da un centinaio di fan.
Ora che il giudice ha accolto la richiesta di domiciliari avanzata dall'avvocato Ettore Traini - informa il Corriere - è il turno purtroppo del suo assistente personale, Jonathan Soletti il quale avrebbe tentato di far sparire 800 mila euro
trasferendoli a una società di intermediazione da un conto elvetico riconducibile all'ex assessore.
La Procura ha disposto il carcere per il solerte segretario e nel frattempo sta verificando la provenienza di questi 800mila euro. Il gip Andrea Ghinetti sta indagando a 360 gradi:
"Ancora è da sottolineare che le somme ritirate in contanti da Soletti e Prosperini in Svizzera (pari a circa 800 mila euro) non si sa che fine abbiano fatto, non potendosi certo escludere che siano state destinate (oltre che a Prosperini) anche ad altri esponenti pubblici allo stato non identificati, con i quali Soletti (stante i rapporti con l'assessore, per il quale egli si è prestato a riciclare denaro) potrebbe concordare versioni di comodo e attraverso i quali occultare documenti al fine di garantire per sè e per loro l'impunità".
I pm Robledo e Storari sospettano che l'ex assessore dopo aver patteggiato la pena a 3 anni e 5 mesi per la tangente da 230 mila euro che diede il via al "caso Prosperini", abbia ordinato al suo braccio destro di far sparire 800mila euro dal conto svizzero, presumibilmente il frutto di una tangente incassata dallo stesso Prosperini sulla compravendita di pescherecci in Eritrea.
Ironia della sorte il "camèl" ma soprattutto la "barchèta" potrebbero portare nuovi guai all'ex assessore della giunta Formigoni.
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