Il primo cittadino sei tu
La storia delle polveri sottili a Milano e in Lombardia evidentemente nasconde, è il caso di dirlo, alcuni escamotage molto poco sottili per far si che la traduzione dello smog in cifre sia molto più sopportabile dello smog stesso.
Per rendere più chiaro il concetto ci ha pensato il Corriere che, entrando nello specifico del dossier europeo sulle centraline di rilevamento dell'inquinamento dell'aria, evidenzia le notevoli discrepanze esistenti tra i dati forniti dall'Arpa e quelli reali (fonte immagine).
In tre anni di storia di rilevamenti e "sul campo" si è scoperto che i dati forniti dalle centraline dell'Arpa sono "sistematicamente" più bassi di quelli forniti da un'altra centralina tecnologicamente più avanzata. E, a volte, il gap tra un dato e l'altro è di notevole entità.
Si legge infatti in un passaggio del rapporto, redatto nel 2006 da un'équipe specializzata del Joint research center, il Centro comune di ricerca di Ispra, direzione generale della Commissione europea che si occupa della ricerca scientifica e relativo a Monza, che: "i dati della rete locale sottostimano i valori delle concentrazioni di circa il 40 per cento".
Quasi immediato il commento del governatore della Lombardia Roberto Formigoni, intervenuto per mettere da parte dubbi, perplessità, tentando di placare la contestazione e argomentando la difesa con una "perfetta identità di vedute tra Regione e Unione Europea".
Innanzitutto, afferma Formigoni, ancora dalle righe del Corriere: "non è vera la campagna lanciata dalla stampa con tanto clamore contro l'Arpa. Tra i suoi dati e quelli europei c'è perfetta identità di vedute. Si è rilevato un solo caso in cui c'era una discrepanza, dovuta al fatto che la centralina era stata installata nel comune di Monza vicino a un cantiere".
Argomento in parte supportato sempre da un rapporto Ispra del 2007 che sottolinea: "Le misure potevano essere influenzate dalla costruzione di una strada (un cantiere Enel) vicino ai campionatori, che possono averne influenzato i risultati».«Si conferma - ha aggiunto - che la Regione Lombardia e l'Arpa hanno delle centraline adeguate e tra le più moderne. La Lombardia è l'unica regione italiana che si avvale della collaborazione dell'Unione europea: avevamo proposto questa collaborazione anche ad altre Regioni, che però si erano rifiutate".
Ma allora dove sta la verità? I dati divulgati da anni ai cittadini milanesi e lombardi sono attendibili oppure no?
Dopo esserci persi in un mare di dati, però, difficilmente possiamo allontanare come impropria la cosiderazione di Anna Gerometta di Genitori antismog, che, sempre sul Corriere, fa riferimento a cosa succede in questi casi all'estero:
"In altri Stati europei gli enti di controllo dell'aria spesso condividono la gestione della propria attività con organismi esterni e indipendenti. Questo crea una cintura di sicurezza. Da noi è diverso. Chi ha il compito di mettere in atto un sistema di controllo dell'aria a garanzia dei cittadini non può dipendere in modo integrale, come nel caso di Arpa, dall'ente che ha la responsabilità di promuovere le politiche anti-inquinamento. Chi controlla non deve dipendere dal controllato".
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