Il primo cittadino sei tu
Bene. Ormai lo sappiamo per certo. José Mourinho è il nuovo allenatore dell'Inter. Ormai anche la stampa spagnola lo saluta dalla guida del Real, non sopportando più quelle 'sparate' che invece l'italiota medio, specie se a bande nerazzurre, hanno mandato in sollucchero. Mourinho, e chi era costui? Come se al Real avessero bisogno di lui per vincere. Le cinque pere rimediate contro il Barça dicono il contrario.
Personalmente continuo a preferire Fabio Capello, antipatico quanto l'idolatrato portoghese ma almeno uomo di molte meno parole. Intanto proseguono le 'slinguazzate' fra il tecnico portoghese e il 'mondo Inter'. Messaggini al presidente Moratti, messaggini a Leonardo, messaggini ai giocatori, forse anche agli abbonati del Meazza. Tim, Omnitel e compagnia bella ringraziano. Intanto l'Inter sempre più formato copertina col faccione di Leonardo tra poche ore sarà sul campo di Udine. Ambiente tosto, come solo i friulani sanno essere, ma ce ne fosse uno che indossa la maglia dell'Udinese. Uno serio manca dai tempi di capitan Bertotto, che patron Pozzo ha pensato bene di silurare. Le 'zebrette' furlane, indomite, colsero in Serie A anche un clamoroso secondo posto nel campionato 1954-55 (per poi venire retrocesse a causa di un mai ben chiarito illecito sportivo). Allora lo stadio 'Friuli' non esisteva, era tutta aperta campagna. Si gocava in centro, al 'Moretti', e vestiva il bianconero 'un certo raggio di luna Arne Selmonsson'. Divenne la 'bandiera' di quella squadra. Dalla 'bandiera' alla 'banderuola', più di mezzo secolo dopo ecco Leonardo de Araujo sedersi sulla panchina. Quella sbagliata.
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