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Antonino Belnome, il pentito della 'ndrangheta al Nord racconta

Venerdì 15 Aprile 2011, 14:25 in Milano cronaca di

A ottobre è iniziata la collaborazione di giustizia di Antonino Belnome.

Carabinieri%20auto(65).jpg Non è nato in Calabria, ma a Giussano Antonino Belnome, 39 anni. Il primo pentito della 'ndrangheta 'del Nord', quella dell'inchiesta Infinito-Crimine. I suoi racconti stanno svelando moltissimo del suo mondo che, come leggiamo sul Corriere, è fatto "di riti d'iniziazione, doti e vendette".

La sua collaborazione è iniziata ad ottobre e nel corso di questi sei mesi Belnome ha aiutato

"a scoprire gli autori dell'assassinio del capo della Lombardia, il boss Carmelo Novella, a cui ha partecipato in prima persona. Quelli del delitto di Rocco Cristello, allora capo del locale di Seregno. E svela i luoghi dove la 'ndrangheta ha fatto sparire altri due affiliati: Antonio Tedesco detto l'Americano, freddato il 27 aprile 2009 in un maneggio di Bregnano (Como) e Rocco Stagno, ucciso e dato in pasto ai maiali nella porcilaia di Bernate Ticino il 29 marzo di due anni fa. Entrambi casi di lupara bianca"

Qualche giorno fa i carabinieri del Ros e gli uomini della Dia hanno eseguito i primi 19 arresti scaturiti dalle sue dichiarazioni.

Il Corriere inoltre spiega:

"Tra i racconti colpisce la ricostruzione dell'agguato a Rocco Stagno, ucciso per vendicare l'assassinio di Cristello. Stagno sparisce a fine marzo 2010, quando i carabinieri trovano la sua auto abbandonata. Viene ucciso a Bernate Ticino, in una porcilaia. Il suo corpo - nonostante giorni di scavi - non è ancora stato trovato [...] Antonio Tedesco, imprenditore, invece viene attirato in una trappola: i boss lo convocano a Bregnano nel maneggio di Salvatore Di Noto. Inscenano una cerimonia d'affiliazione, è solo un pretesto: l'Americano viene ucciso e sepolto sotto una grossa lastra di pietra. Gli investigatori lo trovano mummificato: al collo una grossa catena d'oro con una croce"

La 'ndrangheta però, afferma Belnome, "affascina centinaia di giovani desiderosi d'essere affiliati". E il pentito ha deciso di dissociarsi "per evitare che i suoi figli vengano a loro volta affiliati"

(fonte immagine)

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