Il primo cittadino sei tu
L'imprenditore è morto in seguito a complicazioni, dopo aver subìto ad agosto un trapianto di cuore.
Giuseppe Grossi, il 're delle bonifiche' coinvolto nell'inchiesta sull'area di Santa Giulia, è morto martedì al Policlinico San Matteo di Pavia per le complicazioni subentrate ad un trapianto di cuore a cui si era sottoposto ad agosto. Aveva 64 anni.
Il Corriere riassume la sua scalata:
"Ex ragioniere alla Ilva di Taranto, Grossi compie un primo salto di qualità acquistando nel '97 la statunitense Browning Ferries Industries che trasformerà nella Green Holding, specializzata in bonifiche ambientali: sarà questa una delle corazzate dell'impero di Grossi. L'altro colpo l'imprenditore lo mette a segno nel 2006 acquisendo dai fratelli Pisante, già primattori nel settore del disinquinamento di ex aree industriali, la ex Indeco. Il resto lo fanno le amicizie intrecciate col mondo politico, quello ciellino milanese in particolare, anche se il suo punto di riferimento sarà sempre l'esponente del Pdl pavese Giancarlo Abelli.
La carriera di Grossi inciampa però nell'affare Santa Giulia: riceve dalla Regione Lombardia l'incarico di bonificare l'area ma i pm milanesi Laura Pedio e Gaetano Ruta gli contestano di avere gonfiato i costi per il trasferimento dei veleni in Germania per ben 23 milioni di euro"
Grossi era stato arrestato il 20 ottobre 2009 assieme ad una serie di suoi collaboratori e a Rosanna Gariboldi, assessore provinciale a Pavia e moglie di Abelli. Su un suo conto infatti sono transitati alcuni milioni di euro ritenuti frutto di reati (la Gariboldi ha patteggiato 2 anni).
Riporta sempre il quotidiano:
"Le indagini sull'area di Santa Giulia erano sfociate in due processi:
nel primo, per frode fiscale, Grossi era già stato rinviato a giudizio dopo aver respinto un patteggiamento a 3 anni e 6 mesi (e dopo aver restituito allo Stato 17 milioni di euro);
il secondo filone ha per oggetto invece i reati ambientali veri e propri e vedeva Grossi indagato insieme all'immobiliarista Luigi Zunino"
Gli amici dell'imprenditore hanno duramente criticato l'operato della magistratura che "prima lo ha tenuto in regime di detenzione in un ospedale non adatto, quando era molto malato" e poi "non ha bloccato il processo quando lui attendeva il trapianto di cuore".
Durante la detenzione a San Vittore Grossi aveva ricevuto la visita di molti personaggi interessanti: Giancarlo Abelli, ma anche Maurizio Lupi e l'ex sindaco di Milano Gabriele Albertini.
Ma sui suoi reali rapporti con la politica non ha mai detto nemmeno mezza parola.
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